Mentre arbitrava la finale olimpica di pallacanestro, a Montreal nel 1976, il sig. Fox fischiò una infrazione di passi.
Il suo fischio non fu udito né dai giocatori in campo, né dai 18.000 spettatori della partita.
Il gioco continuò ininterrotto fra la rabbia della squadra penalizzata da quel presunto mancato intervenuto da parte dell'arbitro e l'imbarazzo dello stesso Ron Foxcroft.
Cos'era accaduto?
La pallina di sughero del suo fischietto si era improvvisamente incastrata e il suo strumento aveva d'improvviso perso la sua efficacia, venendo così ad intaccare la credibilità del grande arbitro canadese.
Da questo episodio nacque l'idea:
realizzare un fischietto che fosse resistente a tutto, che non avesse la pallina e che potesse essere udibile a grandi distanze e in condizioni di scarsa udibilità.

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