L'NBA ha chiesto ai propri arbitri di essere meno tolleranti con i giocatori irrequieti: l'obiettivo è velocizzare il gioco per migliorare lo spettacolo. La nuova regola scontenta un po' tuttiNEW YORK, 20 ottobre - La stagione NBA non è ancora partita eppure una polemica già anima gli studi televisivi. A lamentarsi sono Jeff Van Gundy e Mark Jackson, telecronisti per l’ABC, e il motivo del contendere sono le nuove e più severe regole introdotte dalla Lega per la prossima stagione. Saranno punite con maggiore frequenza le proteste dei giocatori, probabile che si impenni il numero dei falli tecnici e dei conseguenti tiri liberi. «Credo e spero che cambieranno idea dopo poche partite perché la qualità dello spettacolo è destinata a peggiorare. Le nuove disposizioni sono troppo oppressive», ha spiegato Van Gundy.
ALTRI TIRI LIBERI? - Alla prima protesta veemente o prolungata o per gesti che non denotano rispetto degli avversari e degli arbitri, l’NBA ha chiesto di sanzionare un fallo tecnico. Una decisione motivata con la necessità di tutelare gli spettatori, che si sono lamentati più volte per le proteste esagerate dei giocatori. «Mi volete far credere che anche un solo tifoso non guarderà più una partita NBA perché un giocatore ha perso troppo tempo per parlare con un arbitro? E comunque aumentare il numero dei tiri liberi, e quindi il tempo col cronometro fermo, non mi sembra una risposta intelligente. Tanto valeva allora assegnare direttamente un punto alla squadra avversaria, senza dilungarsi in altri tiri liberi che rallentano esageratamente il gioco».
PAGANO I GIOCATORI - Anche l’Associazione Giocatori ha mostrato insofferenza verso le nuove regole, soprattutto perché creerà un danno economico ai giocatori stessi: la multa per i falli tecnici è stata portata a 2.000 dollari, il doppio dello scorso anno. Per David Stern, col lock-out alle porte, i problemi sembrano non finire mai.
CorriereDelloSport.it
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