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La schiacciata del giudice: Gli arbitri truffano le società

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Basket, la schiacciata del giudice: "Gli arbitri truffano le società"

Macchiavello denuncia: referti falsi per multare le squadre. Il magistrato: "Un mezzo per spremere quattrini dalle casse delle società minori"

PioMacchiavello"I vertici della Federazione della Lega Pallacanestro spremono le società minori con ogni mezzo, anche con alcuni arbitri che si inventano insulti del pubblico per poter multare le squadre ribelli".

Per Dino Meneghin questa volta la sfida sotto canestro è tra la più impegnative. Già, perché a guidare la rivolta delle società dilettantistiche contro il celebre presidente della Federazione Italiana Pallacanestro, c'è Pio Macchiavello, che non è una "guardia" ma un magistrato. Da pm si è occupato per lungo tempo di terrorismo e poi dell'antimafia negli anni più caldi delle guerre tra cosche, e da sostituto procuratore generale in Corte d'Appello ha da poco ottenuto le pesanti condanne per i funzionari di polizia responsabili dell'irruzione alla scuola Diaz del G8.

Macchiavello poche settimane fa, nella sua veste di dirigente della Tigullio Sport Team di Santa Margherita, squadra che milita nella serie C nazionale ha denunciato alla procura di Chiavari due arbitri per truffa ("avendo procurato alla Fip un ingiusto profitto con danno per la mia società") e falso ideologico in atto pubblico. Dopo che la sua squadra aveva collezionato 18 mila euro di multe, Macchiavello ha detto basta. E in procura, per dimostrare che gli insulti del pubblico e dei giocatori riferiti dagli arbitri nella loro veste di pubblici ufficiali erano inventati, ha consegnato anche il video con l'audio della partita.

"Questo - spiega il magistrato - è solo uno dei mille sistemi con cui gli organi centrali impoveriscono il dilettantismo per riempire le casse di Fip e Lega. Un altro? Il tentativo della Lega di obbligare le società ad acquistare dei computer scelti da Roma, per la registrazione delle statistiche. Purtroppo ogni tentativo di contattare Meneghin è stato vano: non risponde mai". Di recente, dopo l'ennesima multa in seguito ad un incontro con il Trecate, Macchiavello aveva tentato di percorrere le vie della giustizia sportiva ma "si tratta di una garanzia solo sulla carta, come prevedevo la Commissione ha respinto il nostro ricorso senza sentire alcun teste, incamerando la relativa tassa e senza degnarsi di comunicare per quali motivi lo abbia respinto".

In questa battaglia il pm non è solo. La fronda si allarga. Trentuno società venete, guidate da Giambattista Ferrari, presidente dello Jesolo Sandonà hanno sottoscritto un documento in cui si accusa la Fip di essersi impossessata di oltre un milione di euro destinati ai settori giovanili modificando i parametri degli atleti svincolati. Su questo aspetto Macchiavello ha scritto sia al Presidente del Coni Giovanni Petrucci che al Collegio dei Revisori dei Conti (una copia è stata inviata anche alla procura di Roma) chiedendo di "accertare se tali fatti corrispondano al vero e se, negli ultimi anni, somme destinate in modo specifico ad interventi nel settore giovanile siano state distratte dalla destinazione fissata dalla stessa Fip e comunque destinate ad altri fini, con conseguente danno per le Società sportive affiliate e più in generale per il movimento della pallacanestro".
di MARCO PREVE
Repubblica.it

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